(Raccontata alla maniera di Gianni Rodari)

C’era una volta — ma non troppo lontano — due anime mediterranee finite quasi per errore in Finlandia.
Era il 2010, un inverno Erasmus, e loro erano partiti verso Nord con un obiettivo molto chiaro e molto scientifico: incontrare ragazzi e ragazze biondi, alti e nordici.
Il piano non funzionò.
Al suo posto, funzionò l’amore.
Così Marco e Myléna si trovarono insieme:
un po’ per caso, un po’ per distrazione,
e un po’ perché certe storie, quando vogliono cominciare, cominciano lo stesso.
Il tempo passò, come fa sempre nelle fiabe moderne:
con treni, aerei, valigie e decisioni prese all’ultimo minuto.
Per restare vicino alla sua principessa, Marco decise di allungare la vacanza e seguì Myléna in Francia — ufficialmente per studiare, ufficiosamente per amore — stabilendosi a Lione.
Anni dopo, nel 2014, tornando in Finlandia per il matrimonio di amici, salì i gradini di una cattedrale e fece una cosa molto pericolosa: chiese a Myléna di sposarlo.
Lei, colta di sorpresa e leggermente arrossita, prese l’anello, ci pensò mezzo secondo e rispose con un chiarissimo:
« mmm… Sì?! »
Avrebbero dovuto sposarsi presto.
Forse in uno o due anni.
Ma la vita, che ama cambiare i finali, decise di allungare la storia.
Arrivarono Parigi, il lavoro, la fatica e a volte anche quei momenti che fanno abbassare la voce.
Poi arrivò un mondo che all’improvviso si fermò e lunghi mesi dietro porte chiuse che, invece di separarli, li fece più vicini.
Quando tutto sembrava pronto, Marco fece un’altra cosa rischiosa:
partì per un viaggio tra vigne, cantine e colline, come un cavaliere che al posto della spada aveva una bottiglia di vino.
Myléna restò ad aspettarlo — con la differenza che, ogni tanto, lo raggiungeva in posti bellissimi che non aveva mai visto.
Alla fine, Marco tornò a Lione, in un altro castello, questa volta fatto di studenti, chef e libri.
Ma la storia non era ancora pronta per il punto finale.
Così Marco, compiuti i quarant’anni e capito che il tempo è una cosa seria, decise di tendere una trappola gentile.
Organizzò una festa a Revere. Disse che era per il compleanno. Mentiva.
Era una festa in toga, con amici travestiti da antichi romani, una presentazione in PowerPoint (perché alcune magie richiedono tecnologia) e un nuovo anello.
Marco si presentò da imperatore.
Myléna da imperatrice, suo malgrado.
La domanda fu fatta di nuovo.
Questa volta la risposta fu chiara, sonora e senza esitazioni: sì.
E così, il 18 aprile 2026, nel giorno esatto del loro primo vero appuntamento, Marco e Myléna si sposeranno a Revere, al Palazzo Ducale, come nelle fiabe.
Perché le storie lunghe meritano una festa.
E perché, ogni tanto, vivere felici e contenti non è un’esagerazione.
